Porno tube, una tendenza sempre più diffusa in Italia
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Porno tube, una tendenza sempre più diffusa in Italia

Case delle bambole, viaggi di turismo sessuale, applicazioni per incontri piccanti, sono questi gli altarini che ruotano intorno all’impero del porno tube. E’ questa una delle considerazioni che viene fatta, dando uno sguardo alle statistiche. Nel 2017, ogni secondo, 729 persone nel mondo hanno cliccato su un video porno on line.  Quasi 63 milioni di visualizzazioni al giorno che sommate in un anno creano un profitto esorbitante per coloro che gestiscono siti hard. Un guadagno facile, che ne stimola la proliferazione. L’utilizzo è trasversale, poco rischioso, e soprattutto non crea danni, almeno inizialmente. In un mondo dove approcciare con l’altro sesso diventa difficile, e le relazioni non hanno più il gusto di una volta, si ricorre alla fabbrica delle fantasie erotiche. Non c’è dubbio nel sostenere che siamo entrati nell’era del “porno di massa”.   

L’Italia, al nono posto nella classifica mondiale

  In Italia, ci siamo adeguati agli standard, infatti è proprio il nostro paese che si piazza al nono posto nella classifica mondiale di fruizione del porno on line, al primo posto Stati Uniti, poi Regno Unito ed India. Si parlerà sempre di più dell’argomento, trattandolo come tutti gli altri in modo scientifico in televisione, come in radio, e magari potrebbe essere sollevata la questione nelle scuole, dove c’è bisogno di rinnovi delle tematiche affrontate. L’educazione sessuale diventa sempre più importante per una società dove il sesso ha un potere determinante nelle situazioni che vanno ben oltre il rapporto di coppia e diventa quasi un’istituzione. Si dovrebbe educare il cittadino di domani a fare una giusta distinzione tra sesso pornografico e quello reale, che sono due cose distinte. E il rischio, infatti, di quest’abuso del porno può sfociare in dipendenza e perdita dell’intimità nei rapporti col partner. Tra gli utenti che usufruiscono del genere, sono ormai una categoria diversificata. Si va dai giovani agli anziani, dagli uomini alle donne, il target è davvero stratificato. Ormai non possiamo pensare che guardare film porno sia solo roba da ragazzini. A tutte l’età, questa pratica è molto diffusa. Il tutto è stato agevolato dalla ingente diffusione degli smartphone, dall’accesso ad Internet che ormai è semplicissimo e dalla possibilità di accedere a delle piattaforme gratuite. Quindi, basta un click e il gioco è fatto. Da non sottovalutare l’opzione “interattiva” e dal virtuale si sfocia nel reale.

Cosa comporta tutto ciò?

In termini “pedagogici” il porno ha un suo valore, può aiutare a disinibire chi ha un problema di gestione dell’ansia, comprendere come comportarsi in certe situazione, a patto che si sperimentino anche altre parti del vivere in una coppia. Ma dal punto di vista dell’alta esposizione, possiamo dedurre che si mettono in moto dei meccanismi che generano dipendenza. In questo caso, più aumenta il tempo trascorso a guardare film porno, più si perdono contatti con la realtà. Per gli uomini, l’iper-stimolazione può portare a problemi di erezione futuri, quando si vive in carne ed ossa un rapporto sessuale.  
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Enza Angela Massaro è laureata in sociologia, con curriculum socio-antropologico presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Giornalista pubblicista su Nano Tv e Vox News. Blogger Fanpage, sito personale www.respirandorosa.it. Coordinatrice e presentatrice per eventi culturali e presentazioni di libri. Scrive di attualità e cronaca. Si dedica alla lettura di saggi di psicologia e alla visione di film noir. Decisamente una fiera anti-conformista, contro i sistemi di pensiero strutturati e le mentalità chiuse.