Ascolto attivo: cos’è e perché diventa importante esercitarlo

ascolto attivo

L’ascolto attivo è una caratteristica imprescindibile di una comunicazione efficace. Ogni giorno trascorriamo ore ed ore a parlare con altre persone, un fenomeno naturale e abitudinario, ma che spesso si rivela disfunzionale.

Ci sono delle barriere tra chi parla ed ascolta, emittente e destinatario, che in comunicazione si chiamano “rumori di fondo”. Ogni conversazione face to face deve essere bi-direzionale, etero-diretta, altrimenti si trasformerebbe in una lezione frontale.

Eccone alcuni:

  1. Comportamento verbale/ non verbale: coerenza/ non coerenza
  2. Ambiente 
  3. Meccanismi di autodifesa
  4. Considerazioni personali
  5. Tempo a disposizione

Questi elementi in un certo senso limitano la conversazione, per cui è importante riconoscerli e comportarsi di conseguenza.

Esempi

Se un amico ti dice che non può trascorrere troppo tempo a telefono, tu non continui a fargli l’elenco delle cose della giornata. La conversazione dovrà essere breve e coincisa.

Se c’è molto rumore di fondo, parlando in un treno, o ad una convention, sicuramente la qualità della conversazione non è ottimale per considerare il punto di vista altrui. Si evita di affrontare argomenti importanti.

Se una persona è fortemente ansiosa, ma deve parlare in pubblico, il suo volto manifesterà la sua tensione e sarà difficile riuscire a dare una buona performance.

Se un amico parla dei suoi problemi, e sei distratto, pensando a tutt’altro, sicuramente non riuscirai ad essergli d’aiuto. Soprattutto se fai delle considerazioni personali, ovvero  metti in atto giudizi di valore.

L’ultimo esempio si collega al concetto di ascolto attivo, o meglio di tutto ciò che deve essere evitato per metterlo in atto.

L’ascolto attivo viene inteso come la capacità di saper ascoltare con un elevato grado di attenzione e partecipazione comunicativa. In pratica differisce dall’ascolto comunemente inteso come semplice ricezione di informazioni (ascolto passivo)

Parlare troppo e in modo mono-direzionale non facilita l’ascolto dell’altro, perché non c’è la possibilità di un feedback reattivo. Ascoltare attivamente qualcuno vuol dire dare una massima partecipazione comunicativa all’altro, evitando di far prevalere il proprio ego.

ascolto attivo 2Le regole dell’ascolto attivo

Vediamo le regole dell’ascolto attivo:

  1. Ascoltare, non interrompere l’altro mentre sta parlando.
  2. Concedersi del tempo da dedicare all’altro.
  3. Chiedere con domande le emozioni della persona.
  4. Non monopolizzare la conversazione.
  5. Rispettare i tempi e le pause.
  6. Quando l’altro non vuole più parlare, rispettare il suo momento e non insistere.
  7. Prestare la massima attenzione all’altro.

Chi vuole imparare a farlo, può partire da un semplice esercizio: parlare, registrare la propria voce ed ascoltarsi. In questo modo, potrà simpatizzare con le proprie emozioni e capire come il tono della voce possa variare in base al cambio dell’umore. La voce, il timbro, le pause, le cadenze, la dialettica, lo stile comunicativo, il tono, appartengono alla comunicazione para-verbale. 

Un ascolto attivo è ottenuto dalla capacità di riuscire ad integrare la ricezione del messaggio dell’altro, la comprensione dei dati e l’assimilazione dei valori percepiti dall’interlocutore. In questo processo è bandita la distrazione e la superficialità. Grazie a questo sistema si ottiene un’importante competenza trasversale che permette l’instaurarsi di relazioni interpersonali positive, tra cui l’empatia.

Per saperne di più, leggi “Lezioni d’empatia: quando il bene dell’altro parte da te”.

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