Benessere

Vegan o non vegan? Questo è il dilemma per molti italiani

[dropcap]L[/dropcap] moda delle diete più strambe è spopolata in Italia, a partire dal 2000. Nel corso del tempo, la nostra società ha subito un forte processo di globalizzazione, grazie alla diffusione costante dei nuovi media e alla capacità di navigazione in rete, dove quasi tutti si connettono e possono accedere a delle informazioni che prima erano riservate ai pochi “eletti”. Così si cerca un po’ di tutto, e quando arriva l’estate, una delle preoccupazioni maggiori delle donne (ma anche degli uomini) con classi d’età che vanno dai 15 ai 55 anni è preoccuparsi della dieta.  La moda delle diete più strambe è una tendenza seguita anche dai teenagers che si lasciano influenzare dall’aspetto innovativo e “fashion” dell’appartenere un gruppo elitario che ha come principio l’etica ed il benessere psico-fisico. Ma il rischio di perdersi nelle scelte estreme è alto. Quindi occorre porsi qualche domanda:
“Dimagrire per restare in forma o per apparire? Dimagrire con equilibrio tutto l’anno o solo per moda?”
[caption id="attachment_1261" align="alignleft" width="200"]Purchase this image at https://www.stocksy.com/918057 Purchase this image at https://www.stocksy.com/918057[/caption] In realtà, se prima s’insisteva molto sull’esame da superare a tutti i costi della “prova costume”, oggi il fenomeno è in netta diffusione tutti i mesi dell’anno. Non si tratta più di una questione legata all’estetica, quanto piuttosto di salute. Le persone investono le loro energie, il loro tempo e il loro budget in prodotti bio, vegan e macrobiotici. Ma perché? Innanzitutto, è opportuno fare le giuste differenze tra i significati dei vari termini che caratterizzano le scelte alimentari “moderne”:
  • Per vegetariano s’intende la pratica di non mangiare carne, pollame o pesce o i loro derivati, con o senza il consumo di latticini o uova.
  • Per vegan s’ intende la pratica di escludere tutte le carni animali (carni rosse e bianche, pesce e frutti di mare), prodotti animali (uova e latticini) e per lo più anche il miele e l’utilizzo, nell’abbigliamento e in altri prodotti, di derivati animali (pelle, seta, lana, lanolina, gelatina…). Tutte le maggiori associazioni vegane non consentono il consumo di miele, tuttavia alcuni “vegani” continuano a farne uso. Alcuni vegani si rifiutano anche di mangiare prodotti fermentati (es. lieviti).
  • Ovo-Lacto Vegetariano: segue la stessa dieta di un vegano ma consuma anche uova e prodotti caseari. E’ la forma più diffusa di vegetarismo. Lacto Vegetariano: segue la stessa dieta di un vegano ma consuma anche i latticini.
  • Veggie: nomignolo abbreviativo utilizzato per vegetariano; con questo termine si comprendono spesso anche i vegani. [Un equivalente scritto è Veg*an].
  • Strettamente vegetariano: originariamente stava a significare vegano, oggi invece viene utilizzato sia che si tratti di vegano che di vegetariano.
  • Vegan alimentare (Dietary Vegan): segue una dieta vegana ma non necessariamente esclude l’utilizzo degli animali in campo non alimentare.
  • Pescetariano (Pescetarian): segue una dieta simile ai vegetariani, includendo però anche il consumo di pesce (si tratta spesso di persone che evitano le tecniche di allevamento intensivo…).
  • Kosher: realizzato nel rispetto di un complesso di leggi ebraiche relative ai cibi. Essere Kosher per un alimento non implica, in ogni caso, che esso sia vegan oppure ovo-lacto vegetariano. Alcuni prodotti Kosher a base di latticini possono perfino contenere alcuni tipi di animali che non vengono considerati “carne”
  • Fruttariano/Frugivoro (Fruitarian): segue una dieta simile a quella dei vegani ma mangia soltanto cibi che non comportino l’uccisione della pianta (le mele possono essere colte senza uccidere l’albero diversamente da quanto avviene nel caso delle carote).
Molte persone cambiano stile di vita nel corso degli anni e preferiscono non mangiare la carne o un qualsiasi altro alimento, per vari motivi. Ma in particolare, per i sostenitori della dieta vegan, le ragioni partono da questo dato: “Uno dei motivi principali è di natura etica, legato alle modalità di allevamento intensivo e sfruttamento degli animali, macellati tra l’altro molto giovani. Rientra in questa categoria anche la considerazione che nella nostra società c’è un abuso nel consumo di carne: secondo la Fao, basterebbero 33 kg di carne all’anno per ogni individuo per soddisfare l’apporto proteico, mentre i dati Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) ci dicono che in Europa se ne consumano 92 kg pro capite e negli Usa addirittura più di 120 kg”. (Dottoressa Roberta Bartocci, nutrizionista e Vegcoach™ , fonte: Panorama) Si eviterebbe in questo modo lo sfruttamento del suolo e del bestiame. [caption id="attachment_1263" align="alignleft" width="200"]Purchase this image at https://www.stocksy.com/1007736 Purchase this image at https://www.stocksy.com/1007736[/caption] L’orrore suscitato dalle crudeli pratiche legate all’industria casearia ed all’allevamento intensivo del bestiame e del pollame in genere è probabilmente la sola ragione comune per adottare uno stile di vita vegan, ma molte persone lo hanno fatto per motivi salutistici, ecologici, spirituali e per altre ragioni ancora. Alcune persone si avvicinano a questo stile, dopo aver riscontrato delle patologie oncologiche serie, come dermatiti o altre malattie di tipo infiammatorio.  La dieta veg è anche una forma di prevenzione nei confronti di queste patologie. Altre ancora si sentono meglio dopo aver cambiato radicalmente il loro modo di approcciarsi all’alimentazione, più curata nei dettagli, meno casuale, più ragionata. Si tratta, di una predisposizione psicologica al cambiamento, che introduce altre novità importanti per l’organismo. Ci sono pareri contrastanti da parte dei nutrizionisti, c’è chi è propenso a non alterare il naturale processo di metabolizzazione dei cibi introdotti nel nostro organismo, seguendo il regime alimentare classico della dieta mediterranea, chi invece al contrario sostiene l’importanza di un’ossigenazione per l’organismo, scegliendo ad esempio di evitare alcuni alimenti. [caption id="attachment_1262" align="alignleft" width="200"]Purchase this image at https://www.stocksy.com/878812 Purchase this image at https://www.stocksy.com/878812[/caption] Spesso viene messa in atto una guerra contro le proteine di origine animale, in particolare la carne rossa, che viene demonizzata come altamente cancerogena. Bisogna fare attenzione a cosa si legge e capire che ogni caso è a sé. Qualsiasi dieta squilibrata con eccessi in un caso o in altro fa male. Ma ogni persona segue le sue inclinazioni alimentari. Ogni corpo ha un apporto calorico differente e soprattutto i gusti del palato sono soggettivi. Non dimentichiamo che dietro ogni scelta alimentare basata sul gusto, sul sapore e sull’aspetto dei cibi è veicolata dal nostro grado di percezione. Nel nostro cervello si attivano i recettori del piacere e del disgusto, in base ai ricordi che associamo a determinati alimenti. Se all’improvviso cambiamo modo di alimentarci è perché avvertiamo un bisogno di trasformare qualcosa nella nostra vita. Non si tratta esclusivamente di scelte etiche, ma sono i cinque sensi a decidere per noi. Quindi, ogni scelta è soggettiva e non può essere avulsa da considerazioni di natura socio-psicologica.  
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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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