Sociologia

L’autostima e i rapporti di coppia…

[dropcap]T[/dropcap]empo fa, mi sono imbattuta in un disegno di ricerca che prevedeva l’analisi dell’autostima. Dovevo ricercare tutti gli indicatori che esemplificassero il concetto. Fu molto interessante scoprire che avevo a disposizione diverse variabili che lo rappresentavano. Definita come “Il senso di sicurezza nelle proprie capacità”, l’autostima, in realtà, racchiude tantissimi altri significati. In particolare, è legato al concetto di “assertività” che è la capacità di farsi valere con la persuasione, orientando le scelte e ottenendo il consenso altrui. L’assertività, da non confondere con l’autorità, fa capo all’autorevolezza di una persona che riesce a trasmettere in un gruppo sociale. Tutto questo dipende dal grado di riconoscimento delle sue capacità da parte degli altri, ma soprattutto dalla sua voglia di mettersi in discussione e quindi dal suo stesso grado di autostima. Non esistono persone assertive per nascita, ma è un percorso che si alimenta con le esperienze e  la capacità di comunicare le proprie esigenze emozionali. Tutto questo è anche legato all’intelligenza emotiva, che è la capacità di riconoscere e gestire le proprie ed altrui emozioni. Quando riusciamo a lavorare sui nostri pensieri, a metterli in ordine, sapendo che sono sempre caotici, e a stabilirne delle priorità basate sulle esigenze primarie, stiamo facendo “pulizia mentale”. Il prossimo step è scoprire, dentro noi, i bisogni più profondi che il nostro corpo spesso ci comunica con delle reazioni ben precise. Molti uomini, rispetto alle donne, hanno maggiore difficoltà a fare “pulizia mentale”, quindi non esprimono a priori i bisogni e i disagi. Ragionano in modo diverso dal mondo femminile e tendono ad eclissare emozioni e sensazioni, privilegiando la praticità. Nei rapporti di coppia, quando le parti emozionali non comunicano a sufficienza, e non per un periodo sporadico che può capitare, ma ad intervalli più o meno regolari, il motivo è dato dalla scarsa empatia reciproca e dalla difficoltà a comunicare le emozioni. L’autostima e l’assertività, insieme all’intelligenza emotiva dovrebbero rappresentare la faccia della stessa medaglia. Quando non stiamo bene in un contesto o viviamo delle insicurezze personali, anche il rapporto a due viene compromesso, ma dobbiamo capire quali sono le spie della scarsa comunicazione e chiederci il motivo della nostra bassa autostima. Spesso ci auto-diagnostichiamo depressioni senza sapere che magari il nostro disagio parte dalla relazione con il partner.
Ringraziamo sempre le persone che amiamo, soprattutto quando loro sanno di amarci!
autostima In tutti i rapporti d’amore, è giusto che ci sia da entrambe le parti, lo stesso investimento in termini di tempo, energie e cura. L’affetto si dimostra in tanti modi, soprattutto con la vicinanza. A volte, l’intesa parte proprio dal guardarsi e comprendersi al volo. In tante coppie manca questo riconoscimento da entrambi i partner, o magari c’è sempre qualcuno che è capace di dare di più, rispetto all’altro. Spesso, l’autostima crolla proprio quando per lunghi periodi di tempo si investono moltissime energie nel far decollare una storia che ha troppi vuoti insoluti. Se c’è qualcosa che non ci piace del partner, non dobbiamo esitare nel dirglielo, se la situazione non cambia, non dobbiamo forzare un suo cambiamento. Dovremmo sempre chiederci per quanto tempo l’altro sia disposto a cambiare, o a riconoscere quel tipo di comportamento, come lesivo nei nostri confronti Lottare non serve a nulla. Bisogna concedere poche possibilità, perché più ci si forza, più l’autostima crolla. Se è vero che ognuno ha dei tempi diversi di reazione, di resa e di elaborazione delle decisioni, è anche giusto non concedersi troppi vuoti di tempo, con pause cadenzate e capire che il tempo della resa magari è vicino. La persona che ha autostima di sé, non vuole star male, detesta sopportare inutili forme di ricatto morale o un’indifferenza duratura. La persona che è sicura di sé cerca e prova sempre tutti i modi per far funzionare una storia, ma se crolla, sa come farsi rispettare. Vi prendo un prospetto di esempi che vi possa spiegare il comportamento diverso tra chi ha autostima e chi non ce l’ha. [caption id="attachment_1070" align="aligncenter" width="420"]profili studenti.unimi.it[/caption]   Ma facendo un discorso più complesso che riguardi anche l’assertività, possiamo vedere come un altro indicatore da osservare è la comunicazione non verbale. autostima Come si può vedere dai prospetti, il comportamento assertivo rende la persona più serena nell’esprimere un’idea, è propositiva a cercare la soluzione ad un problema, cosa che non accade con gli individui che hanno una scarsa autostima. Il punto è che spesso, anche un periodo prolungato in situazioni di disagio può condurre una persona sicura di sé a sentirsi limitata nelle sue capacità e quindi si assiste ad un crollo graduale di perdita della sua sicurezza. Le relazioni tossiche causano spesso la perdita dell’autostima, quindi, è importante uscirsene partendo dall’analisi dei propri bisogni e dalla valutazione sia interna che esterna che noi abbiamo di ciò che stiamo vivendo. Auto-osservarsi, prendere distacco dal coinvolgimento, per vedersi come persone singole. Proviamo a fare questo esercizio di osservazione dall’esterno, proviamo a visualizzarci, come uno spettatore, se l’immagine che vediamo di noi, non ci soddisfa, se la storia che viviamo ci sta trasformando in qualcosa che non siamo, allora qualcosa davvero dovremmo cambiarlo nella nostra vita… Io vi invito sempre a non rifiutare le sensazioni più intime che provate, e di comunicarle al momento opportuno… magari iniziando a scrivere una bella lettera!  
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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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