Sociologia

La verità è che non gli piaci abbastanza: l’amore non corrisposto

Il rapporto d’amore tra due persone è uno dei legami più belli ed assoluti che possiamo vivere nella vita, che è basato sul concetto d’ attrazione, fiducia e stabilità. Alla base di un legame esiste la reciprocità. Un rapporto a due è tale quando entrambi sono coinvolti nella relazione, con la stessa intensità. Esistono diverse fasi dell’amore che sono: l’infatuazione, il corteggiamento, l’innamoramento; per poi passare alla costruzione di un rapporto stabile nel tempo con obiettivi e visioni comuni che comprende altre fasi ancora. Esse riguardano la formalizzazione della coppia, secondo rituali sociali, la creazione di relazioni intorno alla coppia, la contestualizzazione in parole povere. La società deve approvare la nuova coppia consolidata, i due partner ne hanno bisogno per non sentirsi esclusi da tutto il mondo e soprattutto per non vivere come due elementi di un micro-cosmo che con il tempo potrebbe diventare “asfissiante”. tumblr_n5h6r9Gfpi1t1d0t9o1_500Gli innamorati con il tempo necessitano di spazi propri. Gli inceppi avvengono spesso in questa fase perché essa prevede un cambiamento, una possibile perdita dell’altro, in quanto tutti gli altri possono diventare dei “potenziali” rivali, ma ciò accade quando si è nella fase iniziale dell’innamoramento. Con il tempo, le cose cambiano e le coppie si abituano anche a stare in mezzo agli altri, dopo aver costruito un importante percorso di fiducia reciproca.   Non tutte le coppie reggono perché hanno “costruito” il loro rapporto d’amore sulla fiducia, spesso accade proprio il contrario… ma molti vanno avanti perché è ancora forte l’attrazione… Se mancano le prospettive temporali, la progettualità, ma soprattutto la chiarezza delle intenzioni, il legame tende a svanire nel tempo. L’attrazione, che è la componente primaria, non riesce a sopravvivere a lungo se non è supportata al tempo stesso da tenerezza, intimità, scambio reciproco, fiducia, scambio intellettivo e impegno emotivo.
Da non sottovalutare alcuni comportamenti del partner che lasciano intuire una mancanza di coinvolgimento, un interesse effimero.
Bisogna prima di tutto ascoltarci, senza aver paura di accettare verità che potrebbero farci del male. 
Ammettere di vivere una storia, dove l'altro non è altrettanto coinvolto da noi è decisamente frustrante e con il tempo provoca enormi sofferenze. 
Spesso i segnali sono evidenti, ma non comunicati palesemente e il più delle volte tendiamo a giustificare, rimediare, concedere delle chances, del tempo... dare, dare, con la speranza che l'altro inizi davvero ad amarci. 
Il più delle volte non accade.
  1. Prendere coscienza della situazione e agire…
“Il punto da capire è che dobbiamo lavorare su di noi, non sull’altro…”
Siamo noi che accettiamo di stare con qualcuno che ci mostra costantemente dei segnali di scarso interesse, perché continuiamo a portare avanti la storia? I motivi sono tanti:
  • Bassa autostima
  • Insicurezza
  • Poche esperienze
  • Traumi causati da storie precedenti
  • Lutti in famiglia
  • Abbandoni precoci subiti da bambini
  • Difficoltà ad accettare i rifiuti
  • Personalità tendente alla dipendenza
  • Idealizzazione dell’amore
  • Vuoti affettivi
  • Bisogno incondizionato d’amore
fileSe solo iniziassimo a valutare ogni singolo indicatore, ponendoci delle domande, scopriremmo tantissime cose di noi. Io vi consiglio sempre di prendere un foglio ed una penna e di scrivere tutte le emozioni che provate nel porvi domande come: “Ma io credo in me stesso? Mi piace questa persona come mi tratta? Come starei se non ci fosse? Il suo amore mi soddisfa? Si può definire un rapporto felice, il nostro?” Vedrete che la lista diventerà sempre più lunga, quanto più diventerete autonomi nel porvi queste domande. Scrivere le proprie emozioni su di un foglio è fondamentale, perché? 2. Grazie alla scrittura e alla lettura delle nostre emozioni, iniziamo a distaccarci dall’ego-centrismo e a valutarci “dall’esterno” con una visione meno soggettiva. In questo modo razionalizziamo le nostre emozioni e siamo anche più disposti ad agire per il nostro bene.
“Spesso non siamo consapevoli delle nostre azioni, fino a quando non viene qualcuno a raccontarcele, il problema è che accade molto raramente…”
Il pensiero per quanto possa essere irrazionale è sempre legato a dei sentori di realtà, per cui, le spie che ci portano alla conservazione, ossia alla difesa dal dolore scattano comunque. Dobbiamo noi essere in grado di accoglierle e non farle tacere. Mi spiego meglio… Se una persona ci fa sentire sottovalutati o poco desiderati, oltre a parlarne con lei, non possiamo fare altro. Tutto dipende da cosa avviene dopo il dialogo instaurato con lei. Il punto è che siamo spesso vittime della solitudine, della confusione mentale che nemmeno la comunicazione assolve al suo compito primario che è quello di chiarire le parti e le intenzioni. Quindi spesso la soluzione migliore è di non fare proprio nulla e di far scorrere la storia, lasciando l’altro libero d’agire. 3. I rapporti non si costruiscono soltanto, si devono sentire…
“L’amore non si costruisce a tavolino, si respira nell’aria già dai primi istanti”
Questa è una delle verità cosmiche riguardanti l’amore. Per quanto possiamo provare a far funzionare una storia, tutto dipende sempre dalla sinergia di diversi elementi che combinati creano o meno gli incontri tra le due parti, questa è l’aspetto più interessante dell’argomento, a mio avviso. I sentimenti nascono in maniera illogica e irrazionale, ma se sono reciproci sono meravigliosi e ci trasportano in una dimensione di reale scambio, ma quando partono soltanto da una parte, non si può nemmeno parlare d’amore vero e proprio, ma di bisogno d’amore da parte di quella persona che noi tendiamo ad idealizzare come perfetta per noi. Il tipico comportamento di chi idealizza è proprio dei ragazzi che si trovano alle prime armi, o di coloro che per natura sono eccessivamente sognatori. Bisogna un attimo staccarci dall’idea romantica dell’amore per capire dove possiamo andare con quell’altra persona e prima di buttarci nel vuoto, dovremmo tener in mente i versi di Eugenio Montale:
“Ho scelto, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”  
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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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