Psicologia

Combattere i chili di troppo nella testa

Ogni volta che arrivano le feste o varie occasioni per mangiare di più, successivamente, la maggior parte delle donne fa i conti con lo specchio e la bilancia. L’idea di aver messo anche solo un chilo è un tormento per coloro che vivono male il rapporto con il proprio corpo. Non c’è bisogno di essere malate di anoressia o di bulimia per vivere male i cambiamenti del proprio corpo, è un comportamento piuttosto diffuso e colpisce le donne di qualsiasi età, non solo le giovanissime. Vediamo le origini di questo malessere…

Tutto parte dal rapporto con la madre, dai commenti che ascoltavamo da lei quando eravamo bambine, dal confronto con i compagni di scuola e man mano con le storie d’amore successive. Il nostro corpo è sempre vissuto in relazione con qualcun’altra persona, il partner, gli amici, i parenti. Se poi pensiamo che è anche la stessa società o il lavoro che ci obbligano ad un certo standard fisico, non usciamo più dalla ragnatela delle aspettative sul nostro corpo e la sensazione che ne sovviene è che spesso ci sentiamo spersonalizzate, mai abbastanza libere di sentirci in un rapporto intimo con noi stesse.

Venendo a noi, dovremmo iniziare a chiederci perché TEMIAMO COSÌ TANTO D’INGRASSARE… cosa ci fa preoccupare ed andare in allarme a tal punto da non vivere più serenamente con un chilo in più. Sarà che non riusciamo ad accettarci in maniera diversa o perché non riusciremmo a tollerare chi dall’esterno ci dice:”come sei ingrassata!”… credo che la seconda opzione sia quella più probabile. Il rapporto con il nostro corpo è uno dei legami più viscerali che potremmo mai avere nella nostra vita con noi stesse, si tratta di un corpo che avremo fin quando moriremo. Un alleato o nemico che ci accompagnerà sempre, è giusto fin dall’inizio cercare di “collaborare con lui”nel senso che non dobbiamo remargli contro.

Ascoltare i segnali che il corpo ci manda, vuol dire prima di tutto fermarci e restare un attimo sedute a riflettere, capire perché il nostro corpo di chiede maggiore cibo, forse perché è stressato, forse perché ha bisogno di maggiori cure che partono da uno stile di vita diverso. E’ come un bambino che si esprime solo attraverso lo stimolo della fame, della defecazione, dei vari dolori alle ossa o ai muscoli ed infezioni varie, come un bambino che si arrabbia e ci fa sentire male o “gonfie” e ci garantisce una forma splendida se abbiamo cura di lui. Lavorare su quest’immagine esterna fortifica il nostro senso di dovere dal prenderci cura di noi stesse, poiché chi vive male il rapporto con il proprio corpo in genere è una persona che si preoccupa prima degli altri e poi di se stessa, deve imparare a prendersi cura di sé, valutando il corpo come un bambino d’allevare.

Quando siamo sull’allerta, ossia con la paura di essere ingrassate e quindi di non riuscire a perdere qualche chilo, basterà ridimensionare il problema, distribuendolo per tappe. Decidere giorno per giorno, i vari step da eseguire per ritornare alla forma prevista, informandosi con un esperto in nutrizione, evitando diete costruite ad hoc. E’ bello premiarsi se si raggiunge un obiettivo e non essere troppo severe se non si riesce subito a dimagrire. E’ bello appuntare su carta i propri cambiamenti, le misure, il peso e coccolarsi con creme per il corpo profumate e bei vestiti… l’occhio vuole la sua parte!

Fare pace con se stesse, è il primo modo per stare in pace con il mondo.

Non dimenticatelo!

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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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