Antropologia,  Curiosità

Il munaciello: antiche leggende napoletane da non dimenticare

Il munaciello, che in napoletano vuol dire “piccolo monaco” è un termine usato per spiegare la leggendaria presenza di alcuni spiriti protettori delle case del Napoletano. Costoro apparirebbero agli abitanti delle case che occupano, con un abito monacale con cappuccio, un sacchetto e delle stringhe argentate sulle scarpe.

La loro natura è ambivalente, possono essere considerati dei folletti che recano favori o danni alle persone che li incontrano ne

Statuetta-O-Munaciello-in-terracotta-10-cm-extra-big-818-266 lle proprie abitazioni.

Come si presentano…

Il munaciello è un esperto delle vie sotterranee di Napoli e le attraversa per frequentare vecchi palazzi, causando diverse seccature. Si dice che Villa Gallo sia una delle case infestate da questa creatura.

Il munaciello tenderebbe ad esprimersi, nei confronti degli abitanti della casa dove si insinua, con tipiche manifestazioni:

  • di simpatia (lasciando monete e soldi nascosti dentro l’abitazione, oppure facendo scherzi innocui che possono essere trasformati in numeri da giocare al lotto);
  • di antipatia (nascondendo oggetti, rompendo piatti e altre stoviglie, soffiando nelle orecchie dei dormienti);
  • di apprezzamento (sfiorando con palpeggiamenti le belle donne).

In nessuno dei tre casi suddetti bisogna però rivelarne la presenza: secondo il folklore napoletano, possono capitare disgrazie e sfortuna a chi rivela una visita del munaciello.Ci si può propiziare questo benefico spiritello domestico con il cibo, nella speranza di vedere trasformato il cibo in oro; ma non ci si deve vantare di tali doni soprannaturali, altrimenti svaniscono così come sono apparsi.

Quando il munaciello si manifesta di persona, pare che appaia alle persone sempre nel cuore della notte, ma solo a coloro che sono nel più estremo bisogno, dopo che abbiano fatto tutto ciò che è possibile fare per alleviare l’angoscia che si è abbattuta su di loro e dopo che tutto ciò che è umanamente possibile abbia fallito. Lui senza parlare farebbe cenno di seguirlo; chi ha il coraggio di farlo verrebbe portato in qualche posto dove è nascosto un tesoro. Il munaciello non porrebbe nessuna condizione per il suo utilizzo, non richiederebbe alcuna promessa di rimborso, non esigerebbe né dazio né servizio in cambio. Non si sa se questi tesori siano i frutti di guadagni illeciti o i frutti del lavoro industrioso, messi da parte per le occasioni d’amore e di carità. Si dice che in molti abbiano fatto improvvisamente fortuna grazie al suo intervento e quindi, quando qualcuno ha avuto un arricchimento improvviso, si dice “Forse avrà il munaciello in casa”.Si dice anche che il tesoro portato in dono dal munaciello sia appropriato per le esigenze di chi l’ha ricevuto. Esistono molti racconti popolari in merito all’argomento, c’è un libro che raccoglie tantissime testimonianze di persone che lo hanno visto in svariate occasioni. La descrizione è sempre la stessa, a volte cambiano i dettagli e i colori del cappuccio, a volte nero, a volte rosso. Le scarpe a volte argentate, altre volte dorate. E’interessante notare che la funzione del munaciello possa variare a seconda delle esigenze della famiglia in cui è ospitato.

La leggenda del munaciello ha origini plurisecolari; due sono le ipotesi più accreditate dagli studiosi delle tradizioni popolari. Secondo una prima ipotesi, il munaciello sarebbe realmente il figlio di Caterinella, una signorina di buona famiglia rinchiusa in convento dopo che il suo fidanzato (sgradito alla famiglia di lei) fu assassinato nel 1445. Il bambino fu cresciuto nel convento, dove le suore mascherarono le sue deformità con un abitino da monaco (da cui il diminutivo munaciello), fino a quando egli morì in circostanze misteriose. Dopo la sua morte, il popolo napoletano continuò a vederlo nei posti più disparati, ed iniziò ad attribuirgli poteri magici connessi al fatto che dalle sue apparizioni potevano ricavarsi dei numeri fortunati da giocare al lotto.

Altra leggenda invece vuole che il munaciello sia stato l’antico gestore dei pozzi d’acqua, il quale riusciva (per la sua statura piccola) ad entrare nelle case passando attraverso i canali che servivano a calare il secchio.

Vi è anche una terza ipotesi, che descrive il munaciello come piccolo demone, dispettoso perché cattivo, anche quando lascia monete (in tal caso, il denaro sarebbe un’offerta ai vivi per attirarli dalla sua parte) e spesso crea dei problemi così grandi alle famiglie dove si presenta che tutti lo considerano come una grossa forma di sfortuna o come una conseguenza di una maledizione causata dal malocchio.

Si tratta di leggende molto antiche di Napoli che però sopravvivono da secoli e questo ci lascia pensare che siano una forma arcaica di testimonianza che si è diffusa attraverso il racconto popolare e quindi arricchito da tanti particolari inventati. Ciò però non elimina il grado di diffusione della stessa leggenda che è molto famosa a Napoli, racchiude aspetti folkloristici tipici della zona urbana e rurale, con elementi sarcastici e spesso arricchiti da particolari di leggende analoghe, tipo il caso della Bella’mbriana, che sarebbe la protettrice del focolare domestico, uno spirito femminile che non fa dispetti, ma protegge l’uomo di casa, sostituendosi, a volte anche alla moglie.

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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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