Attualità

La mamma in carriera: il doppio lavoro, il doppio ruolo

Viviamo nell’epoca della post modernità, un’era dove la donna lavora e diventa autonoma rispetto al ruolo subordinato all’autorità maschile. Donne in carriera competitive con “la concorrenza”, affamate di potere e successo, sempre sull’onda del successo, ma cosa fare quando arriva un figlio e tutti i compiti che prima si riuscivano a svolgere, dovranno essere delegati ad altri?

La mamma in carriera ha un doppio lavoro, sia a casa che in ufficio, o in fabbrica o nel negozio, forse le più fortunate in uno studio.

La mamma in carriera ha un doppio ruolo: madre e lavoratrice, professionista, imprenditrice, o subordinata. Oltre al doppio lavoro e ruolo, esiste la percezione di come si possa sentire una donna, una madre che ha anche spazio per se stessa e le sue relazioni. Immaginiamo una vita scomposta in tanti piccoli puzzle, dove ogni pezzo deve combinarsi con altri, in un incastro perfetto. La segregazione domestica, vissuta in maniera negativa per tutte le donne, figuriamoci per quelle in carriera, rappresenta una possibile causa post gravidanza. La maternità, quel lungo periodo dopo la nascita del bambino è si veicolata dal diritto della gestante di starsene comodamente a casa allevando suo figlio, ma al tempo stesso, rappresenta una sorta di “chiusura” verso il mondo, un abbandono delle abitudini precedenti. Lo stato di “casalinghità” può essere drammatico per donne abituate a vivere la vita fuori dalle mura domestiche. Sono donne, che magari non hanno nemmeno vissuto la propria abitazione come “propria” per il semplice fatto che siano sempre fuori casa, per lavoro o per impegni continui. Vedersi improvvisamente “arrestare” rispetto al sistema di vita iperattivo, può avere o una conseguenza positiva, fatta di riposo e di tranquillità. Un momento del genere infatti deve essere vissuto con la massima calma, per dare al bambino le cure dovute, l’amore e la tenerezza della prima infanzia. Molte donne, però spesso, vivono la maternità con grande stress, o perché non sono aiutate e comprese dagli altri membri della famiglia o perché devono provvedere da sole al menage domestico, inoltre, accade che spesso avvertano la sensazione di sentirsi “escluse” o “isolate” da ciò che per loro era la libertà, la propria vita da autonome. Ora hanno un figlio ed un figlio cambia la vita, a loro devono rispondere delle proprie azioni. Le donne che vivono in questo modo la maternità, soffrono maggiormente anche il proprio ruolo di madre. E’ opportuna una presa di coscienza, prima che si decadi nell’abisso della “depressione post-partum” sempre più diffusa e dilazionata nel tempo.

Se vogliamo che i nostri figli stiano bene con se stessi, dobbiamo aiutarli. Se desideriamo siano sicuri di se stessi, dobbiamo smettere di controllarli con la paura. Se ci aspettiamo che rispettino gli altri, dimostriamo loro il rispetto che meritano. I bambini imparano dall’esempio. Jhon Gray

La carriera può essere vissuta in maniera positiva con l’avvento della maternità:

– Bisogna fare una scaletta delle priorità: se è vero che prima di un figlio, c’era un lavoro, dobbiamo pensare che se abbiamo ora un bambino è perché lo vogliamo e dunque che si tratti di una scelta ragionata e responsabile. Un bambino merita tutte le attenzioni dovute. Quindi viene lui al primo posto!

– Bisogna inoltre supporre che chi è in fase di maternità, ma abbia la possibilità di “dislocare” il lavoro a casa, possa scegliere di fare piccole mansioni nei momenti in cui si trova spazio per lavorare. Ridurre i tempi di impiego, organizzarsi, trovare spazio di lavoro in tempi morti è una strategia utilissima, aiuta anche a gestire meglio il proprio stress, senza trovarsi con un carico di lavoro eccessivo.

– E’ importante delegare i compiti anche ad altre persone, preferendo però maggior spazio per il bambino. Sono le fasi più importanti per la crescita del neonato. E’ quindi lecito chiedere aiuto!

– E’ anche utile non perdere contatti con il datore di lavoro, con l’azienda o i colleghi, più si ristabilisce quel clima di fiducia e di rispetto, prima si rientra sul luogo lavorativo con maggiore serenità.

Nella fase post maternità, quando già lavorate ma vostro figlio è ancora piccolo da richiedere tutte le vostre attenzioni, dovrete essere brave equilibriste nella gestione delle sue richieste e quelle di voi stesse, il lavoro ne risentirà, soprattutto se sarete stressate. E’ necessario, non arrivare in questa fase con molto affanno, per cui, scegliere tra le varie opzioni:

– Iscrivere il bambino ad una scuola privata, possibilmente la migliore!

– Farsi aiutare dai nonni o dai parenti più vicini

– Coinvolgere il partner in tutte le azioni suddette: dalla spesa, alla cura della casa, fino al cambio del pannolino. I figli sono di entrambi i genitori al 50%!

– Valutate l’ipotesi di affidarvi ad una babysitter, una colf o una tata.

Per tutto il resto godetevi i vostri bambini e il vostro lavoro non ne pagherà! Buona fortuna!

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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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