Antropologia

Credenze e miti: il vampiro – il caso della Romania

Fin dai tempi più antichi l’uomo ha sempre dovuto esorcizzare la paura della morte attraverso dei rituali folkloristici che sono sopraggiunti alla memoria attraverso racconti quotidiani, credenze popolari pervenuti  grazie alla diffusione culturale dei paesi limitrofi. L’archetipo della morte – rinascita, così come quello della paura della stessa, ha rappresentato un motivo iniziale per la creazione di miti e di leggende. E’ proprio in questo clima così tenebroso che nasce la figura del vampiro. Un pò di storia:
Nonostante la speculazione sostenuta dallo storico letterario Brian Frost secondo la quale la credenza dei vampiri «potrebbe risalire alla preistoria», il termine “vampiro” divenne popolare solo agli inizi del XVIII secolo, in seguito all’influenza delle superstizioni presenti nell’Europa dell’est [caption id="" align="alignright" width="300"]Dracula (first edition cover), Bram Stoker's v... Dracula (first edition cover), Bram Stoker’s vampiric novel, a reference for gaslight fantasy literature. (Photo credit: Wikipedia)[/caption] e nei Balcani, dove le leggende sui vampiri erano molto diffuse. I folkloristici vampiri dell’Europa dell’est presentavano una notevole varietà di rappresentazioni, dal simile agli umani al cadavere putrefatto. Fu il successo del romanzo Il vampiro di John Polidori (1819) ad instaurare la carismatica e sofisticata figura del vampiro nelle arti che influenzò le opere vampiresche del XIX secolo e ispirò personaggi come Varney il vampiro e il Conte Dracula. È però il romanzo Dracula, scritto nel 1897 da Bram Stoker, ad essere considerato la quintessenza del romanzo vampiresco e che fornì le basi per le opere moderne. Dracula trattò una mitologia costituita da lupi mannari e altri demoni dando voce «allo stato d’ansia di un’epoca» e «alla paura della società patriarcale vittoriana».(Wikipedia)
La parola vampiro etimologicamente vuol dire strega dopo esser passati  in rassegna alle varie documentazioni di lingue slave, russe, rumene. Ma il vero significato attinge al concetto di essere diabolico che si impossessa del corpo di una persona morta e la rende un essere nuovo, con maggior forza, di aspetto affascinante, che succhia il sangue ai giovani innocenti. Il vampiro è un non morto. Ossia una persona che pur essendo morta e dunque non avendo un’anima continua a vivere, perché la forza motrice che da a lui la vita è la ferocia infernale. La figura mitologica dei vampiri è diffusa in tutte le culture del mondo. E’ un mito che fa parte delle tradizioni popolari ma nonostante i vari provvedimenti di natura politica per interrompere le ricerche sui vampiri, la gente continuava a crederci. Lo dimostrano le stesse argomentazioni sottostanti: Don Augustine Calmet, un rispettato studioso e teologo francese, compose un esauriente saggio nel 1746, in cui però rimase ambiguo circa l’esistenza dei vampiri. Calmet raccolse testimonianze di incidenti riguardanti i vampiri; numerosi lettori, tra cui un critico Voltaire e demonologhi convinti, interpretarono il saggio come una dichiarazione di esistenza dei vampiri.[67] Nel suo Dizionario filosofico, Voltaire scrisse: « Questi vampiri erano cadaveri, che uscivano dalle loro tombe la notte per succhiare il sangue dei vivi, sia dalle loro gole che dai loro stomachi, e poi tornavano nei loro cimiteri. Le persone a cui succhiarono il sangue si indebolivano, divenivano pallide e iniziavano a consumarsi, mentre i cadaveri che succhiavano il sangue prendevano peso, la loro carnagione si faceva rosea e godevano di un grande appetito. Fu in Polonia, Ungheria, Slesia, Moravia, Austria e nella Lorena che i morti poterono così gioire. » (Wikipedia) La controversia cessò solamente quando l‘Imperatrice Maria Teresa d’Austria mandò il suo medico personale, Gerard van Swieten, a investigare sulle acclamazioni di entità vampiresche. Egli concluse che i vampiri non esistevano e l’Imperatrice approvò una legge che proibiva l’apertura e la profanazione delle tombe e dei cadaveri, ponendo fine alla controversia. Nonostante ciò, i vampiri continuarono ad esistere nelle arti e in alcune superstizioni locali. Le persone che credevano nell’esistenza dei vampiri effettuavano dei rituali macabri e profanavano tombe allo scopo di allontanare il vampiro. Si cercava di spargere sulla tomba dei grani di miglio, sabbia, senape, a seconda delle usanze territoriali, con lo scopo di far contare quei granelli al vampiro. Si credeva infatti che i vampiri soffrissero di aritmomania. Era assai diffuso seppellire i morti a testa in giù e collocare oggetti terreni, come falci o falcetti, vicino alla tomba per soddisfare i demoni che tentavano di possedere il morto o per mitigare quest’ultimo e prevenire la sua risurrezione dalla tomba. Questo metodo assomiglia alla pratica greca di appoggiare un obolo sulla bocca del defunto per pagare il dazio e poter attraversare il fiume Stige nell’oltretomba; è stata sostenuta la possibilità che in realtà la moneta servisse a scacciare spiriti maligni intenzionati ad entrare in possesso del corpo, e che questo possa avere influenzato il folklore sui vampiri. La pratica ritualistica contro i vampiri  è maggiormente diffusa in Romania. Le leggende ci riportano al Conte Dracula ma nonostante oggi il suo castello sia diventato una meta turistica c’è chi ancora tra la popolazione locale crede che sia possibile che i vampiri esistano. Nel febbraio 2004, numerosi parenti di Toma Petre ebbero il timore che questi fosse divenuto un vampiro. Fecero quindi dissotterrare il corpo, gli bruciarono il cuore e mischiarono le ceneri ad acqua per poi berle. Esistono ancora persone che credono nei vampiri e dunque si comportano di conseguenza. E’ un dato di fatto e come tale va rispettato. Si tratta della cultura rumena e delle sue usanze. Nei paesi come l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, la Spagna, la Gran Bretagna, il vampirismo assume il colore verdognolo dei “dollari”. L’immagine di questo essere mostruoso viene sfruttata dalle maggiori aziende dell’industria culturale, soprattutto quella cinematografica. Stiamo parlando di un fenomeno conosciuto a tutti, ossia l’ inflazionato product placement che nasce intorno all’immagine del vampiro. Esempio: La Saga Twilight di Stephanie Meyer. Nel mondo del cinema, il vampiro è affascinante, bello, coraggioso ed è capace di amare una dolce umana. Con il tempo cambiano le caratteristiche dei vampiri, si adattano alla società! Con l’era moderna, si può addirittura plasmare l’immagine propria “vampirizzandola” con strumenti reperibili su Internet. E così il vampiro stanco di passare per il cattivo della situazione diventa buono, viene narrato anche ai bambini. E’ illustrato e briosamente raccontato da Simonetta Santamaria, autrice noir, che nel suo libroVampiri, da Dracula a Twilight”racconta questo personaggio attraverso le sue caratteristiche fisiche e comportamentali e ci dice come sia possibile vedere la sua trasformazione attraverso le varie epoche. Non solo, di come la modernità abbia creato questo prodotto culturale e di come ci sia stata quasi un’evoluzione della specie: “dal deforme Nosferatu al tenebroso ed elegante conte Dracula, al cinico Lestat de Lioncourt, al morale Edward Cullen“(Simonetta SantaMaria). Direi che possiamo partire proprio da questo dato di fatto per comprendere ulteriormente perché il vampiro è un personaggio così diffuso in ogni parte del mondo, ancora oggi e perché ci sono ancora molte persone che credono alla sua esistenza. La maggior parte sono bambini e adolescenti che amano viaggiare sulle ali della fantasia e se alcuni ne sono spaventati, altri ne sono totalmente affascinati! Per gli appassionati di vampiri, leggende, saghe, di tutti i tempi è davvero “d’obbligo” visitare le mete che hanno incrementato l’immaginario collettivo nutrendo la leggenda di Conte Dracula con un mix di romanticismo gotico e spettrale. Se siete in viaggio per la Romania, potreste indirizzarvi verso Sighisoara, una città fondata nel 1100 dai Sassoni della Transilvania, è una delle più belle e meglio conservate città medievali. Il centro storico è stato riconosciuto dall’UNESCO e la città stupisce i visitatori con le sue nove torri, strade di ciottoli, storiche case borghesi, chiese del XVI secolo, tutte in ottime condizioni. L’infame Vlad l’Impalatore è nato qui a Sighisoara, e la sua casa è ancora in piedi.  Per un’ottima scelta di hotel a tariffe scontate e per maggiori informazioni visitate Prenotazioni hotel Sighisoara.        

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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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