Antropologia,  Varie

Il potere della fascinazione: quando uno sguardo ci strega…

Gli occhi hanno il potere si stregare, di ipnotizzare, di stupire, di maledire. E’ così risaputo che non badiamo più ai detti popolari o alle varie vicende della vita che ci riportano ad una forse scontata riflessione: gli sguardi delle persone sono in grado di condizionarci al meglio o al peggio.

L’antropologo Ernesto de Martino nel suo libro Sud e Magia ci racconta del potere della fascinazione, ossia dello sguardo di un individuo sull’altro che è in grado di stringere un contatto diretto con quella persona capace di condizionare la sua vita, così si spiegherebbero i “malocchi” o le “fatture”.

Con il termine fascinazione si indica una condizione psichica di impedimento e di inibizione, e al tempo stesso un senso di dominazione, un essere agito da una forza altrettanto potente quanto occulta, che lascia senza margine l’autonomia della persona, la sua capacità di decisione e di scelta” (E. de Martino).

il potere della fascinazione: quando uno sguardo ci strega...

Nel pensiero moderno la sua analisi si spiegherebbe a partire dal concetto delle energie sottili capaci di orientare il nostro modo di vivere e di percepire ciò che ci accade a partire dalle energie che possediamo e dal funzionamento dei vari chakra (centri di forza distribuiti nel nostro organismo capaci di regolare i sistemi energetici) e dall’energia che gli altri ci sottraggono. Con la terminologia “Energie Sottili” s’intende quella gamma di energie che, in contrapposizione alle forme d’energia “ufficiali” (energia termica, elettrica, magnetica, gravitazionale, ecc.) – che chiameremo “dense” – non sono ancora riconosciute dalla scienza ufficiale, ciononostante hanno un effetto, positivo o negativo, sulle piante, gli animali e l’uomo. Tradotto in un linguaggio semplice, è constatato che gli altri, con i propri sguardi possono condizionare i nostri comportamenti, i nostri umori. Partiamo dal fatto che sociologicamente l’uomo è un animale sociale, ha bisogno dell’approvazione altrui per sopravvivere e sentirsi accettato. Quando ciò non accade, sussistono meccanismi di reazione quali aggressività o sospetto.

Sentirsi giudicati senza motivo o avvertire l’invidia altrui sono sensazioni comuni e spiacevoli per tutti, eppure non si sa per quale motivo essi ci sottraggono energia, ci rendono più tristi e passivi. Talvolta, i nostri stessi comportamenti sono fonte di malessere per gli altri ma ciò avviene in maniera piuttosto segreta, ossia non ce ne rendiamo conto, pur avvertendo qualcosa che non va.

Allora, è giusto dar credito a quelle persone anziane che ci mettono in guardia da chi ci dà una brutta sensazione o dagli “occhi cattivi”. Il potere della fascinazione, capace sicuramente di rendere una donna seduttiva o una vecchia vendicativa, è neutrale, dipende da chi proviene, se è capace di far del male o del bene. Il mio avviso è quello di difenderci da tutto ciò che condiziona negativamente il nostro stato d’animo.

L’odio fomenta altro odio. Un modo funzionale per risolvere la questione sarebbe quella di interrompere la spirale negativa e combatterla con comportamenti che neutralizzino il nostro nemico. Il segreto è nella nostra felicità, più ci invidieranno, più noi saremo ben lieti di dimostrare una parte felice della nostra vita. Il male si combatte con il bene; avere nemici gratuiti non è aspirazione di nessuno, per cui prima di metterci in questa situazione, apriamo bene gli occhi!

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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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