Psicologia

Cleptomania: come combattere il desiderio di rubare

L’individuo affetto da cleptomania di solito non programma il furto, lo mette in atto da solo senza la complicità o l’assistenza di nessuno prestando attenzione a non essere arrestato. L’atto di rubare è preceduto da una sensazione di crescente tensione accompagnata da piacere, gratificazione e sollievo in seguito al furto.

Il soggetto si rende conto dell’insensatezza dell’atto ed in seguito a ciò può esperire uno stato di depressione e forte senso di colpa. “Il disturbo può causare difficoltà legali, familiari, di carriera e personali”. Il fenomeno può aver inizio a qualsiasi età; può iniziare nella fanciullezza, nella adolescenza o nell’età adulta e in casi rari nella tarda età adulta; la patologia sembra essere più frequente tra le donne rispetto agli uomini.

OGGI SI RUBA NEI SUPERMERCATI, PIU’ COME GESTO TRASGRESSIVO… NON TANTO PER UNA QUESTIONE DI MALATTIA… SONO RARI I CASI DI VERI CLEPTOMANI… “ALCUNI RUBANO LE PERSONE”…

L’idea di trasgredire rubando è un fenomeno in larga espansione. Gli adolescenti tendenzialmente tendono a farlo anche se, il fenomeno riguarda maggiormente le donne, sembra toccarle infatti a qualsiasi età. Mettendo da parte le “ragazzate” effettuate in gruppo, in genere ritroviamo casi di furti solitari. Si ruba perché si è espropriati dal mezzo per effettuare consumi: il denaro. Si tratta di un rapporto di dipendenza con le merci, le persone vittime dello shopping, sono quelle che non riescono a farne a meno, l’acquisto diventa un modo per trovare gratificazione. Le shopaholics ne sanno qualcosa in merito… la cleptomania potrebbe scatenarsi successivamente al mero atto dell’acquisto spietato. Poiché le risorse di denaro si esauriscono allora scatta il furto. Emerge una nuova questione, possono queste persone imparare a controllarsi? Possiamo annoverare tra i “malati” coloro che effettuano un furto sporadicamente? Chi ruba ogni tanto lo fa per vivere un momento goliardico fino a quando poi non si ritrova sotto sequestro. Si tratta di oggetti rubati nei vari negozi, piccole cose che sfuggono all’attenzione. Molti credono di non essere visti ma dimenticano che nei centri commerciali ci sono telecamere ovunque. Poi partiamo dal presupposto che chi ruba una volta nella vita è passabile, ma chi lo fa con una frequenza di una volta a mese, non è tanto una persona ligia, il discorso poi diventa serio quando poi si parla di furti quotidiani e quindi si tratta di cleptomania. Oggi in Italia, i ragazzini rubano… ma non lo dicono… lo fanno in gruppo. E’ un tabù anche questo… e dovremmo trovare il modo di sfatarlo.

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Enza Angela Massaro è una giornalista pubblicista, laureata in Sociologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Lavora come docente di sociologia e comunicazione presso enti di formazione e nel tempo libero si dedica alle sue due passioni: la moda e la fotografia.

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